KAMUT: Business, Benefici e Miti da Sfatare

24/01/2014 KAMUT: Business, Benefici e Miti da Sfatare

KAMUT
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una diffusione nel nostro Paese di alimenti a base di Kamut come farina, pasta, pane, dolci e altri prodotti da forno.

Il Business
Erroneamente si crede che il termine Kamut denoti un certo tipo di cereale.
In realtà Kamut è semplicemente un marchio registrato di proprietà della società americana Kamut International che si riferisce ad una tipologia di frumento appartenente alla sottospecie botanica Triticum turgidum ssp, altrimenti denominato grano Khorasan.

Nel 1990, Bob Quinn – fondatore e presidente della Kamut International – chiese ed ottenne la protezione di quella varietà vegetale registrandola al ministero dell’Agricoltura Statunitense con il nome di QK-77.
Questo certificato di protezione, che è una specie di brevetto, rese Quinn proprietario di quella varietà di grano e permise alla kamut International di essere l’unica titolata a commercializzarla.
Se un agricoltore volesse coltivare quel grano e venderlo, non potrebbe farlo senza l’autorizzazione della kamut International e senza pagare delle royalties.

Non c’è nulla di strano in tutto questo, infatti, nonostante non sia molto noto al grande pubblico, nei paesi occidentali è normale brevettare e registrare vegetali.
Questo fatto assegna al titolare del brevetto, una serie di diritti esclusivi per un periodo di tempo limitato, generalmente circa 20 anni.
Oggi la protezione del QK-77 sarebbe scaduta, ma, poiché questo cereale è stato associato ad un marchio registrato che non scade mai, la kamut International si è assicurata un monopolio eterno.
Questo significa che solo la multinazionale decide quali aziende possono acquistare, commercializzare, macinare il cereale che si fregia del marchio Kamut.

La produzione del kamut avviene sempre sotto lo stretto controllo della kamut International, è biologica e deve seguire un preciso protocollo.
Gli agricoltori che possono coltivare questo cereale, sono scelti in funzione alle esigenze del mercato della Kamut International che vende loro i semi e compra il loro raccolto ad un prezzo prestabilito.

I Benefici
Il Kamut proviene da coltivazioni biologiche, e questo è indubbiamente un beneficio, inoltre presenterebbe una quantità maggiore di proteine, di vitamine e di sali minerali, con particolare riferimento al selenio.

Il Kamut viene poi considerato maggiormente digeribile rispetto al grano “comune” o “moderno”.
Tali proprietà sarebbero dovute al fatto che il grano Kamut abbia mantenuto intatte le caratteristiche nutrizionali originarie perché mai sottoposto ad ibridazioni industriali.
Per queste ragioni, è convinzione comune che il Kamut possa essere maggiormente tollerato da parte di coloro che soffrono di allergia al grano.

Altra convinzione comune, sempre per le stesse ragioni, è che il Kamut possa essere uno degli alimenti adatti per i celiaci.

GRISSINI DI KAMUT
I miti da sfatare
L’università di Padova, che ha confrontato il potenziale allergico del grano duro e quello del Kamut, non ha riscontrato alcuna differenza tra loro e raccomanda vivamente a coloro che soffrono di una seria allergia al grano, di non consumare grano di Kamut.

Per quanto riguarda la celiachia, anche il sito di Kamut International, dichiara che il Kamut non è per nulla adatto ai celiaci.
Il Kamut contiene glutine e quindi non è adatto a coloro che soffrono di celiachia.
Coloro che indicano i prodotti a base di Kamut come adatti ai celiaci, o non sono ben informati o fanno un’operazione commerciale di bassa lega.

La decisione di acquistare prodotti a base di Kamut, ragionevolmente, dovrebbe perciò dipendere soltanto dai gusti personali o dalla decisione di acquistare prodotti provenienti da agricoltura biologica.
Altre motivazioni, legate a ragioni nutrizionali o sanitarie, non sono razionalmente giustificabili.

Altra segnalazione: il Kamut è coltivato quasi esclusivamente in Montana, in Alberta e nel Saskatchewan, quindi per arrivare sugli scaffali dei nostri negozi, deve attraversare un oceano!
Io, che preferisco consumare prodotti italiani di qualità, vorrei ricordare che esistono cerali italiani alternativi al Kamut:
il grano Saragolla, una varietà di grano Khorasan non registrata con il marchio Kamut, coltivata in Abruzzo, Basilicata e Campania, il grano duro Senatore Cappelli, ritenuto simile al Khorasan e coltivato nell’entroterra di Puglia e Basilicata ed il grano Verna tipico del casentino.

(Rosso e Grasso)

Fonti: http://www.greenme.it, www.disinformazione.it, http://www.kamut.com/it,
“le bugie nel carrello” di Dario Bressanini ed. chiarelettere IBSN 978-88-6190-356-2

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