Una Petizione sull’Allerta Alimentare

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27/01/2014 Una Petizione sull’Allerta Alimentare

IL FATTO ALIMENTARE
Il Fatto Alimentare quattro mesi fa, ha lanciato su Change.org, la sua prima petizione on line dove invitava le catene dei supermercati ed il Ministero della salute a pubblicizzare la lista e le foto prodotti alimentari ritirati dagli scaffali e richiamati.
A questa petizione hanno aderito circa 10 mila persone.

La petizione, (leggi il testo integrale) nella sua parte fondamentale, recita:

“…. Ogni anno le catene ritirano dagli scaffali decine di alimenti per problemi seri e centinaia per aspetti di minor rilievo che comunque rendono le confezioni invendibili.
In genere i clienti non sono informati, e solo in pochi casi viene esposto un piccolo cartello nei punti vendita.
Perché le campagne di ritiro dei prodotti non sono pubblicizzate attraverso i siti della GDO? Perché il Ministero della salute diffonde solo occasionalmente le notizie dei prodotti oggetto di allerta, e quando lo fa, in genere non propone le foto.
Altri paesi europei pubblicizzano regolarmente le campagne di richiamo.
Eppure in Italia esiste l’art. 19 del reg. 178/2002 che obbliga i produttori ed i supermercati «ad informare i consumatori in maniera efficace ed accurata, specificando i motivi del ritiro e, se necessario, richiamare i prodotti già venduti per tutelare la salute»….”

Qualche giorno fa il Fatto Alimentare ha dato notizia che la petizione ha già raggiunto alcuni risultati importanti.
Coop per prima si è dichiarata disponibile ad aderire all’iniziativa lanciata dal Fatto Alimentare e nei giorni successivi hanno dato la loro adesione anche le seguenti catene nazionali: Conad, Auchan, Carrefour, Simply, Lidl, Billa, Eurospin e catene locali come Sogegross in Liguria e Gros Cidac in Valle d’Aosta.

Il Fatto Alimentare, nel rendere noti i risultati ottenuti, sottolinea che “… A questo punto aspettiamo un riscontro anche da Esselunga, che resta l’unica catena decisa a non pubblicare in rete le campagne di richiamo.”

Sempre nello stesso comunicato il Fatto Alimentare dichiara che “seguirà questi siti e provvederà a dare comunicazione ai lettori ogni qual volta scatta un’allerta su un prodotto” e stigmatizza che nessuna notizia è pervenuta dal Ministero della Salute.

(Rosso e Grasso)

Fonti: www.ilfattoalimentare.it, www.change.org

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